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Galleria Un paradiso dimenticato

STRADA PADULE copiaRiceviamo e pubblichiamo

Ciao Antonello, ho una casa alla Maddalena, a Calamaiore, fronte parco giochi, e Villa Webber è visibile dal mio balcone, l’idea di vedere dei seggiolini arancioni su un pezzo della nostra storia non mi piace affatto, e così anche tutti i cumuli di spazzatura che purtroppo regnano ovunque.
Adesso io voglio dire solo una cosa, possibile che non ci sia la possibilità di fare delle ronde cittadine, come sono state istituite anche nelle grandi città, che possano controllare il territorio? L’isola è veramente una chicca, e sarà pure che mia madre era della Maddalena, e li ci sono ancora tutte le sue cugine e i loro figli, ma noi siamo molto legati a questo paradiso, e venirci adesso è molto diverso da quando ci venivamo da bambini.
È come se una sorta di autolesionismo, faccia di una parte degli abitanti dell’isola, dei vandali a scopi puramente deturpativi. Dalle foto che pubblichi, in certe parti dell’isola c’è un vero e proprio scempio, ma come se non importasse a nessuno si passa e si fa finta di niente.
L’amianto ad esempio, usato nelle vecchie costruzioni, lo abbiamo tolto anche noi a Roma ma non lo abbiamo messo in mezzo alla strada, possibile che li invece sia scaricato in ogni dove, e poi sia voi che noi turisti, veniamo presi per i fondelli con la raccolta differenziata?
Aspetto ancora notizie con la preghiera di sensibilizzare ancora di più il territorio che è una rande fonte di guadagno per voi che vivete di turismo, pensiamo che a Rimini, con 4 discoteche ben piazzate, lettini sul litorale, corsi di ballo, bar ecc, ti convincono che se fai il bagno da loro quella che ti sporca non è merda ma bagni termali, possibile che voi con quel ben di dio non riuscite o non vi fanno riuscire a valutare le vostre coste.
Ajò diamoci una mano e facciamo in modo che l’isola non sia solo paradiso per pochi bastardi che la stanno rovinando, ma un posto dove poter ammirare il vostro mare senza dover andare all’altra parte del mondo.
Grazie Patrizia

© RIPRODUZIONE RISERVATA - foto di Antonello Sagheddu

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