Prima di esprimermi in merito del Paolo Merlo ci tengo a precisare quanto segue: l’Ospedale Paolo Merlo va difeso tutto. La priorità è sicuramente per il Punto Nascita, Ostetricia e Pediatria ma i servizi vanno garantiti tutti indistintamente. Un piano che garantisca una sicurezza sanitaria a tutti gli isolani e paesi vicini. Detto questo non possiamo che essere soddisfatti di avere svegliato parecchie persone. Purtroppo per noi sappiamo con certezza che qualcuno ci abbia venduto. Alcuni cercano visibilità, altri preparano la campagna elettorale e altri ancora fanno il doppio gioco, si vede lontano un miglio. Insomma, ancora una volta il futuro lo decidono gli altri, come sempre. Della storiella del Punto Nascita si conosce dal 2012, le vere intenzioni, pertanto se volevano risolverla lo potevano fare senza i comunicati di ‘speranza’. Molti colleghi nascondono la realtà, come è capitato in diverse circostanze, l’esempio delle infiltrazioni, strumenti dimenticati, guasti vari (lavastoviglie e piastre per scaldare le vivande), con i ‘passeggeri’ sui pavimenti e letti. Continuerò la mia battaglia perché non devo candidarmi o chiedere qualcosa, sono libero e non mi intimoriscono i segnali di ‘fumo’.
Di seguito pubblico un messaggio ricevuto su Messenger da una signora che non conosco.
Buonasera , sono una sarda che vive in prov. di Varese e sto cercando di seguire la situazione del vostro punto nascita. Purtroppo sulle pagine della stampa sarda non trovo niente. Io ho fatto parte di un gruppo di persone (mamme, nonne, papà, nonni e semplici cittadini) che per quasi 2 mesi si sono alternati, giorno e notte, per presidiare l’ospedale per protestare contro la chiusura del punto nascita e della pediatria. Il 20 febbraio, i reparti hanno ripreso a lavorare quindi noi ce l’abbiamo fatta. A voi faccio l’augurio di ottenere lo stesso risultato ma, molto importante è essere decisi e uniti nella battaglia. Altro punto importante è mantenere viva l’attenzione su di voi informando sempre la stampa sulle vostre azioni; noi sappiamo che in altri ospedali si stanno muovendo, chi con occupazione, chi con presidi. Non mollate! Tutti insieme si può riuscire a cambiare le cose. Se sono stata invadente, le chiedo scusa.
Grazie, stiamo formando un’associazione con lo scopo di tutelare il nostro ospedale e, eventualmente, comunicare ad altri vari passi che noi abbiamo fatto per muoverci in sicurezza, posso dare il tuo nome nel caso volessero mettersi in contatto con voi? Siamo già al lavoro con Chiavenna, Latisana e in contatto con il Friuli.
Pina Bandinu
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