Lettera aperta al Presidente del Parco Giuseppe Bonanno. Siamo anni che segnaliamo e proponiamo sempre le stesse cose, purtroppo mai una risposta, speriamo che almeno in questa circostanza possano rispondere all’Avv. Francesca Fuso che, non conosco ma ringrazio personalmente per avere affidato a Liberissimo queste domande.
Gentilissimo Signor Sagheddu,
vivo e lavoro a Milano ma, non appena i miei impegni professionali me lo consentono, trascorro periodi più o meno lunghi nell’Arcipelago della Maddalena, fermandomi sia in città che navigando a vela fra le isole.
Dal primo giorno mi sono innamorata della bellezza di questi luoghi, dei colori e dei profumi di questa parte d’Italia, unica nel suo genere e, come molti altri, mi sta a cuore la salvaguardia e la protezione dell’Arcipelago affinchè la barbarie di pochi non distrugga questo paradiso.
Le sue precedenti pubblicazioni sull’argomento, segnale evidente di un Suo interesse, mi spingono a chiederle, cortesemente, di pubblicare su Liberissimo.net la lettera aperta che segue rivolta al Dott. Bonanno, Presidente del Parco dell’Arcipelago Maddalenino.
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL PARCO DELL ‘ARCIPELAGO
Egregio Signor Presidente Dott. Bonanno,
come molti altri, ai quali sta a cuore la protezione dell’ambiente e, in particolare, la salvaguardia delle isole dell’Arcipelago, Le chiedo:
– quali provvedimenti e/o iniziative CONCRETE ED EFFICACI il Parco ha assunto o intende assumere per la tutela dell’Arcipelago;
– perché nelle cale delle isole, più frequentate dalle imbarcazioni, non vengono posizionate boe in numero adeguato al fine di preservare la poseidonia dall’arcoraggio selvaggio sul fondale e, in taluni punti, a protezione dei vari esemplari di pinna nobilis;
– quale ragione ha spinto la Sua persona a confutare la corrispondenza al vero di fotografie che ritraggono persone mentre violano la spiaggia rosa di Budelli, calpestandone l’arenile e compromettendone il delicato ecosistema;
– quale ragione, di induscusso spessore, ha determinato la Sua posizione contraria alla permanenza di Mauro Morandi (meglio noto come Mauro da Budelli) sull’isola, tenuto conto che, da oltre 25 anni, egli continua con abnegazione a dedicare la sua vita alla protezione di Budelli, senza nulla chiedere in cambio, se non di essere lasciato sull’isola;
– perché è stata eliminata la presenza di guide turistiche (non di guardie) sull’isola di Budelli che rappresentavano, comunque, un deterrente ai comportamenti vandalici di taluni;
– perché il Parco e la Sua persona non si sono attivati, nelle sedi competenti, affinché venissero assunte tutte le iniziative necessarie alla piena e tempestiva salvaguardia delle isole;
– quale destinazione REALE viene data agli importi riscossi a titolo di tassa per lo stazionamento nelle acque del Parco e perché i bilanci del Parco non sono stati approvati e resi pubblici.
La prego, cortesemente, di darmi riscontro ed evidenza pubblica alle Sue risposte.
Cordiali saluti
Francesca Fuso
Avvocato in Milano
Giriamo queste giuste e significanti domande all’Ente Parco.
Caro Sagheddu,
Ho avuto la sua mail da Mauro che ho conosciuto ieri a Budelli.
Mi fa piacere avere l’opportunita’ di scrivere a Liberissimo per dire quel che io e i miei amici, con i quali da una settimana navigo tra le meravigliose isole della Maddalena, abbiamo notato, giorno dopo giorno, con crescente stupore: le frequenti violazioni di ogni basilare regole di buona educazione e di civile rispetto dell’ambiente da parte di molti turisti e -fatto ancor piu’ grave- l’assenza di informazioni, di sistemi di sorveglianza, di guide turistiche che spieghino l’ecosistema della Maddalena a chi vi si avvicina.
Pensare di scoraggiare il vandalismo ambientale senza “educare”, senza spiegare, senza comunicare e’ un’utopia ahime’ diffusa. E la Maddalena non fa eccezione. Pensare di affidarsi unicamente alla “repressione”, alle multe, alle denunce e’ un errore strategico che serve a perpretare l’idea punitiva come unica soluzione ai nostri problemi.
Eppure, caro Sagheddu, noi turisti romani abbiamo, sin dal primo giorno, pagato i diritti d’ingresso e soggiorno nel Parco, come era giusto che facessimo. Abbiamo ricevuto anche una diligente “visita ispettiva” a bordo per verificare che avessimo ottemperato ai nostri doveri. Ma, mi chiedo: dove vanno questi soldi -non pochi, e’ facile calcolare- se il Parco non provvede a fornire guide, informazioni, spiegazioni delle sue meraviglie naturalistiche e ambientali? La repressione e’ compito dello Stato, la comunicazione e’ compito di chi governa il Parco. O sbaglio?
Cordiali saluti e molti auguri a Mauro, a lei e a tutti quelli che si battono per salvare la Maddalena.
Paolo Glisenti
Aggiungo, caro Sagheddu, che la domanda che pongo mi sembra di interesse nel momento in cui si consuma il processo di passaggio della proprieta’ di Budelli dal privato al pubblico. Fare assoluta chiarezza sulla gestione del Parco e’ un elemento imprescindibile per assicurare la massima trasparenza all’iter amministrativo in corso.
Non vorremmo dare, un domani, ragione ai fautori della privatizzazioni come unico rimedio alle cattive gestioni del bene pubblico?
Grazie per la sua attenzione.
Paolo Glisenti






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