Quando nei primi anni novanta l’allora Senatore Cesare Golfari, Presidente della commissione Ambiente del Senato, nelle sue missioni, veniva a La Maddalena per parlarci di Parco, di sviluppo sostenibile, in alternativa ad un turismo smisurato e incontrollato, ad una pressione antropica da canalizzare e diversificare, di nautica da diporto demonizzata, come elemento di distruzione della flora marina, con le ancore che arando distruggevano ogni tipo di fondale, delle barche da traffico da monitorare e regolamentare, di isole da proteggere, di aree da tutelare e salvaguardare, insomma si parlava di Parco come il volano, vero, per l’economia di un Arcipelago, il nostro, unico nel Mediterraneo, tra i più belli al mondo. Allora l’Isola, la nostra, godeva ancora di un’economia florida, la disoccupazione era poco superiore allo zero virgola.
Da quelle riunioni, alle quali si partecipava numerosi e, ricordo, vi erano le fazioni contrapposte, i pro e gli anti Parco, sono trascorsi 23/24 anni poco è cambiato, anzi molte cose sono peggiorate, ed un dato emerge, incontrovertibile, gli anti-Parco, gli anti questo tipo di Parco, sono cresciuti, eccome.
Infine, come se non bastasse, tre giorni fa la riunione del Consiglio Direttivo, convocata al Cea di Stagnali, ha consacrato il fallimento Istituzionale di un Ente che, da sempre, la collettività isolana vive come un corpo estraneo, un corpo completamente avulso e distaccato dal nostro tessuto socio-politico. La discussione, in ritardo di oltre 10 anni, sul Piano del Parco e sulla delibera, più volte contestata, sull’innalzamento dei vincoli di salvaguardia sull’isola di Budelli, ha rappresentato uno spettacolo avvilente, deprimente. Il profilo istituzionale e quello squisitamente amministrativo, hanno offerto, ai presenti, l’ennesimo teatrino delle parti impegnate a contendersi, evidentemente, il potere del controllo “incontrollato”, il bisticcio di parole è d’obbligo, dell’Ente, quindi dell’intero Arcipelago, dimenticando priorità ed esigenze della collettività, tutta. Le regole più elementari della Pubblica Amministrazione sono state stravolte e disattese, consacrandone la definitiva delegittimazione. L’evidente scontro, emerso con tutta la sua virulenza, in apertura di seduta tra Presidente e Direttore, non può distrarre gli organi superiori dallo studio di un controllo dell’Ente ad opera di una gestione, momentaneamente, commissariale. Chi, come me, siede tra i banchi del Consiglio Comunale, abituato al rispetto e all’osservanza, comunque, delle regole Istituzionali e della Pubblica Amministrazione, può solo sperare ed augurarsi che il buon senso, almeno in questa ultima e delicatissima fase, prevalga e riesca a domare scontri e faziosi comportamenti che, dolorosamente, hanno consumato le residue risorse di credibilità rimaste. L’elevarsi dello scontro a cui abbiamo assistito, amaramente, ci riporta indietro di 23/34 anni fa quando, ed è onesto ricordarlo, gli anti-Parco annunciavano e temevano tutto questo.







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