Di Antonio Garau (Comitato per la difesa dei cittadini) “Come tutti ormai già sapete, da qualche mese è nato il nostro gruppo apolitico, che non cerca voti, non fa campagna elettorale a NESSUNO, ma cerca proprio come dal nome dello stesso di difendere i diritti dei cittadini di La Maddalena qualsiasi essi siano, era doveroso specificarlo”. Oggi purtroppo mi ritrovo a scrivere un pezzo, che scrissi già qualche anno fa, quando come presidente dell’associazione croce verde La Maddalena c’era il signor Tondini Gian Luca, parliamone non vado errato del 2006, e ricordando che in quegli anni lo stesso ente presentó un progetto per una sede, molto dettagliato che fu accantonato dall’allora amministrazione senza neanche una risposta. Erano gli anni in cui la sede dell’associazione si trovava sotto l’asilo nido di due strade in via Ajaccio, sede che ricordiamo ospitava in un ambiente malsano chi sul territorio isolano oltre a svolgere i servizi secondari (trasporti privati) svolgeva l’importantissimo servizio di soccorso 118, bene in quel caso ci si lamentava che era impossibile condividere in quanto la sede era sprovvisto di docce, di impianti di riscaldamento, di un minimo di privacy, e ciliegina sulla torta da dividere con la banda musicale isolana. Anche lì dopo le varie promesse pre-elettorali, di qualsiasi colore politico, per vari motivi di spazio, che solo loro sanno rimanevano tali. Dopo anni di richieste si pensava di aver visto la luce in fondo al tunnel, una delle tante cattedrali nel deserto che rimasero dal G8, fu destinata proprio all’ente che svolge il servizio di soccorso, sita di fianco all’ex caserma Faravelli, bene direte voi? Invece no, purtroppo non va bene nulla, la sede a tutt’oggi dal giorno della consegna, manca degli impianti di acqua potabile, ed è solo grazie al distributore di benzina che mediante una pompa ogni sera fornisce l’acqua ai ragazzi. I problemi non sono finiti anzi sono peggiorati, ad oggi inizia ad esser pericolante sia all’interno con la rottura perché marci delle parti del tetto, con la caduta di pezzi di muro che vengono giù dall’esterno, si combatte ogni giorno con ogni tipo di animali blatte, scarafaggi, topi, una situazione che torna nuovamente a rendere impossibile la vita dei soccorritori. Mi chiedo come sia possibile nel 2020, dover assistere a situazioni simili, dove la prima cosa che si chiede a questi ragazzi è la prevenzione e le linee guida contro il covid, ma anche qualora la pandemia non ci fosse stata, una certa pulizia sui mezzi per dare sempre a chi viene soccorso l’igiene che merita. Ebbene nessuno ha pensato che con la mancanza di acqua è difficile sia igienizzante i mezzi, ma anche se stessi? Che solo grazie ad una pompa gentilmente donata si possono fare le pulizie su scritte? ricordando che i servizi 118 diventano due da giugno a settembre, perché vi è la postazione estiva sita a Caprera. Non è possibile doversi sempre lamentare anche per questioni così serie, e qui purtroppo il colore politico c’entra ben poco, forse c’entra la voglia di aiutare chi aiuta, perché poi a quanto capito basta metter fuori la testa fuori dall’isola e il comune di Palau aiuta come può, la sede che svolge anche se di La Maddalena il servizio 118 per i cittadini palaesi. Io credo di non aver mai visto situazioni del genere, con ragazzi che svolgono un lavoro così importante lasciati a sé stessi, lasciati agli aiuti della gente di buon cuore, in quest’isola è sempre successo così, nessuno ha mai riconosciuto a pieno ciò che oggi anche per colpa del covid esce in soccorso in prima linea rischiando la vita più seriamente del previsto. Speriamo, anzi non speriamo credo che sia un obbligo, che la giunta comunale che presto verrà eletta, risolva immediatamente i problemi sopra citati, lo faccia in tempi celeri, ma soprattutto stia più vicino all’associazione/cooperativa con i fatti e non con le parole, delle parole ci si è stancati da un pezzo. A questo punto sono due le possibilità, o si fa quanto su scritto in tempi rapidi, oppure si usa uno dei tanti alloggi comunali sfitti, e finalmente dopo anni di sofferenze, e locazioni in uso in condizioni da terzo mondo, ci sia un riconoscimento a questi ragazzi, basterebbe solo un pochino di volontà da parte di chi di dovere, perché i suddetti allo squillo del telefono che fuori vi sia acqua, vento, neve, o 40 °, corrono in aiuto del prossimo.
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