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Galleria Partire per andar lontano dalla propria terra.

roberto zanchetta okDi Roberto Zanchetta

Partire è un pò morire rispetto a ciò che si ama, poiché lasciamo un pò di noi stessi, in ogni luogo ad ogni istante. E’ un dolore sottile e definitivo come l’ultimo verso di un poema….. Partire per andar lontano dalla propria terra, soprattutto quando lo si fa per ragioni di lavoro, lascia dentro, certamente, un profondo senso di solitudine, quel velo di tristezza che accompagna il distacco, è vero, partire è un pò morire proprio come la poesia di Edmond Haracourt. Lo dico a Te, caro amico Tore, perché, avendone parlato diverse volte, conosco e comprendo il Tuo stato d’animo, il distacco da queste isole, da questo mare, da questo sole, un distacco mai facile, sicuramente. Un amico, un figlio di quest’isola, che migra confesso mi procura fastidio, una rabbia che sfocia in profonda delusione, alla luce delle mille opportunità che, persone capaci, avrebbero potuto avere se si fossero create le vere opportunità e le condizioni per il prodotto locale, sicuramente di valore. Non posso trasformare l’arrivederci ad un amico in una sterile ed inutile polemica verso quegli Enti che, mai, hanno protetto la qualità altissima che, in loco, era ed è doveroso valorizzare. Ma, comunque, ne va di conseguenza che a nostri concittadini che prendono il traghetto e l’aereo per volare lontano, corrispondano altri, immigranti, che trovano lavoro a casa nostra. Certo, detto in questo modo, potrebbe apparire un normale e naturale avvicendamento, ma non è così… non è così. Persone capaci e di valore lasciano questo scoglio per cercare lontano una nuova dimensione di lavoro, questo non lo trovo giusto. Non si sono volute creare, mai, e in questi ultimi anni ancor di più, le condizioni per tracciare le opportunità per far emergere il valore umano e lo spessore qualitativo del prodotto locale, dando spazio, invece, ad una smisurata esterofilia. Quante volte ne abbiamo discusso, quante volte abbiamo amaramente commentato questa ingiusta situazione, quante e quante volte lo abbiamo ribadito, Enti pubblici albergati da ottimi e bravi ragazzi, sicuramente, ma senza il sangue, il cuore ed il sentimento di un vero isolano.
In bocca al lupo Tore, trascorri questo periodo di lavoro, lontano dalla Tua Isola, nel modo più bello e più interessante per accrescere le Tue conoscenze, le Tue competenze, la Tua esperienza che, sicuramente, alla fine varrà molto di più di quanto, a casa nostra, noi tutti riusciamo a formarci. Lasciamo trascorrere, anche, la prossima stagione estiva e ti accorgerai, quando rientrerai che, veramente, nulla sarà cambiato.

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