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Galleria Parco Nazionale: il Ministero intervenga con urgenza.

donnoDi Tore Abate

Se non accantoniamo, una volta per sempre, le antipatie, le invidie, i personalismi in nome dell’interesse collettivo potremmo riprendere in mano il nostro destino.
E’ una cosa scontata, certo. Ma noi isolani siamo maestri nel farci del male da soli, nello scatenare guerre fratricide.
Quello che sta accadendo in seno al Consiglio di amministrazione del Parco richiama alla mente i contenuti e i personaggi di una farsa. Che in alcuni passaggi chiave della rappresentazione, assume i caratteri del tragedia.
La seduta di lunedì 24 ottobre u.s. è l’esempio palese dei metodi seguiti per gestire un istituto così importante per il nostro futuro. Pessimi!
Il Presidente, uomo solo al comando, che si autosospende, dopo avere istruito le pratiche da fare votare al Consiglio e avere approntato un ordine del giorno “ a sua immagine”.
Il Consiglio, al cui interno il Presidente conta ormai pochi amici, anzi uno solo.
Ho nutrito la sensazione che non si tratti di normali divergenze su punti di vista, ma di contraddittori inquinati da rapporti umani sfilacciati, deteriorati.
Non è stato votato nulla, neppure quell’atto fondamentale che è il Piano del Parco.
A me non interessa individuare il colpevole, o i colpevoli di questo sfascio.
Per fortuna i nostri concittadini hanno conseguito una maturità tale da potere attribuire un loro giudizio sui fatti.
Dico solo che il Parco, con queste caratteristiche, non serve a nessuno.
La gente lo percepisce come un’entità astratta, come un ordinario strumento per la gestione del potere minuto.
E ritengo che non fosse questo lo sbocco previsto, il desiderio, dei suoi propugnatori . Primo fra tutti il compianto Pasqualino Serra, il sindaco che volle, fortissimamente volle, che l’Arcipelago diventasse area protetta, più di venti anni fa.
Che il Ministero dell’ Ambiente intervenga, con urgenza!

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