Il giorno 30 ottobre presso a Stagnali si è discusso, ancora una volta, del Piano del Parco, l’atteso strumento che dovrebbe disciplinare tutto il futuro sviluppo delle isole dell’Arcipelago armonizzando assieme il Ppr, Puc, e le esigenze del Parco. In realtà poco si è discusso del Piano se non della zonizzazione dell’isola di Budelli, ora che l’isola è stata riassegnata al finanziare neozelandese Michael Harte. La richiesta del presidente Giuseppe Bonanno di rimettere in discussione il livello di salvaguardia da TB a TA (massima salvaguardia) come integrazione alle misure adottate in precedenza, ha scatenato l’ira di quattro membri del consiglio direttivo: Luca Ronchi, Andrea Rotta, Carlo Rotta, e Enzo Di Fraia che hanno chiesto a gran voce il mantenimento del livello TB che era già stato votato e approvato. La votazione, concessa dopo grandi e vibrate discussioni, è finita in parità con coloro che hanno accettato di votare ‘sì’ alla rideterminazione (Giuseppe Bonanno, Lucia Spanu, Cludio Margottini e Bruno Paliaga). Il ‘sì’ è passato per via del valore doppio attribuito alla scelta del presidente.
La discussione non è stata un esempio di educazione civile né del rispetto delle opinioni dei consiglieri presenti, e delle regole delle assemblee pubbliche. Si sono spese parole grosse, come ‘imbroglio’, ‘buffonata’ e altro. Dobbiamo rilevare che una condotta più calma e più civile dei consiglieri sarebbe stata opportuna e gradita. Moderare i toni è un indice di intelligenza, buona educazione e capacità di raziocinio, che i rappresentanti della Comunità – non nominati dal popolo – hanno dimostrato di non avere.








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