Sfogliando il Vento della settimana ho letto che verrà soppresso il reparto di Pediatria del nostro ospedale. Un’altra mannaia sul presidio Paolo Merlo che viene continuamente depauperato sempre più dei servizi essenziali che in un’Isola dovrebbero esserci tutti. Forse rimarrà il punto nascita ma il reparto pediatrico sarà tagliato con grande disagio da parte della popolazione locale e turistica: infatti sarà previsto solo un punto di osservazione pediatrica: così se un bambino necessita di un ricovero vero deve rivolgersi alla struttura olbiese gravando molto sui familiari e sul paziente stesso, vittima di una situazione nata da un ipotetico risparmio che in realtà sarà interamente a scapito della comunità, già gravata dalla carenza dei trasporti marittimi (la Saremar presto sarà smantellata grazie anche in questo caso ad una Regione assente e matrigna). In nome di un risparmio nelle casse regionali in realtà si sta tagliando tutto su un’Isola che dovrebbe mantenere sempre i suoi servizi essenziali e che la politica tutta, soprattutto quella regionale sta attivando ormai da diversi anni sulle nostre spalle: invece di mantenere le promesse fatte (water front, bonifiche etc) sta dando il colpo di grazia per farci affondare con un rapporto politichese che sa di presa in giro per i cittadini e che fino ad ora ha solo portato danni e impoverimento dei servizi dall’ospedale come il taglio della chirurgia e della pediatria ma anche il taglio del tribunale e la cancellazione della Saremar: E’ ora di ribellarci a questi scellerati che fanno gli interessi di altri centri (sarà un caso che si chiude la pediatria con l’apertura del Mater Olbia?).
Saluti E.L.
Ciao Anto,
Firme, firme e firme poi si lavano tutti le mani. Fanno i ganzi sulla stampa o in Consiglio Comunale, quando sono all’opposizione, poi, invece, fanno i pompieri per giustificare la loro sconfitta. Troppo facile fare i forti all’opposizione, vincere facile piace a tutti. A noi maddalenini la sanità costa il triplo di quello che può costare a un olbiese o Tempiese. Proprio per questo bisogna combattere su tutti i fronti per salvare la struttura. Chi ha scelto di salire in Comune oggi non può scaldare la sedia.
F.M.
Cari amici, nel 2006 un politico, con la collaborazione di un ‘imformatore’ della stampa, mi ha sbugiardato quando scrissi che ci stavano togliendo la chirurgia, Dopo sei mesi gli stessi denunciarono la stessa cosa. Mai il ‘collega’ riconobbe (nero su bianco), il mio allarme. Cosi accade per molte altre cose (tagli), non visti da certa stampa (pronti a dimostrarlo con i fatti)
Insomma, diventa facile sparlare quando non si è nella sala dei bottoni, oggi tocca a noi criticare chi criticava. Noi lo facciamo lealmente e correttamente, qualche altro/a non può farlo.
Antonello Sagheddu







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