Francesco, uomo mite e perbene, era capace di profonde analisi che facevano emergere la sua preparazione e acutezza. Mai protagonista, ma umilmente capace di stare un passo indietro aspettando che fossero gli atri a riconoscerne le qualità. Questo è stato, per me, il suo profilo umano, un alto profilo. Propongo agli amici e ai colleghi giornalisti di dedicare in sua memoria un evento per ricordarne le qualità umane e l’impegno di testimone, in qualità di cronista, della nostra vita quotidiana e di divulgatore della storia della nostra Isola.
Di Roberto Zanchetta
La cosa più difficile e che, mai, si vorrebbe fare, provare a scrivere per ricordare un amico, una persona, sicuramente, speciale, indubbiamente, gentile. Uomo per bene, educato e, soprattutto, rispettoso del pensiero e delle idee altrui, questo, tra le tantissime cose, era Franco, l’amico di tutti, l’amico per tutti.
I discorsi, si sa, vanno e vengono e le pochezze della nostra vita diventano niente di fronte alla morte, così il dolore ti avvolge e diventa sordo, diventa muto. Sordo perché non ascolta più niente, muto perché non esistono parole che possano parlarne, che possano descriverlo. Non dobbiamo, però, far sfumare i ricordi gioiosi, i ricordi più belli, far svanire i momenti, gli attimi, gli istanti vissuti e condivisi. Ricordo di Te, ricordo di noi, le prime chiacchierate, le battute e gli scambi di pensieri e vedute, erano i tempi di Radio Sardegna Uno, le tue impressioni, ricche e piacevoli, mi aiutavano a riflettere, a capire. Tempi lontani ma, adesso, ancor più incancellabili.
Quanto sia difficile dirti addio, ce lo racconta il solco profondo che lascia il tuo passaggio in questo Arcipelago, ce lo ricorda il tuo modo garbato, preciso e puntuale che emergeva nei tuoi articoli, il lavoro che dedicavi al passato, alla storia di quest’isola, l’amore che, sempre, hai mostrato e avuto per questo Arcipelago, Tu che venivi da lontano, da oltre tirreno. Ciao, un semplice ciao, caro e indimenticabile Franco!!!








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