Riguardo al piano di eradicazione dell’ibrido di Cinghiale, ho appreso notizia che l’Ente Parco ha aggiunto sei nuove postazioni di sparo.
Sperando che nei giorni e negli orari prestabiliti i cittadini non debbano essere soggetti a coprifuoco militarizzato, mi chiedo, dal punto scientifico, su quale base il personale del Parco ha deciso questi e i precedenti interventi di abbattimento.
Intanto sarebbe interessante sapere si sono fatte le determinazioni delle aree in cui la specie è presente, perché una o più popolazioni si definiscono tali solo se i vari componenti appartengono alla stessa specie diffusi in una determinata area.
Stabilita la popolazione/i, si conosce la curva logistica di accrescimento di quest’ultima e la capacità portante di risposta dell’ambiente?
Ancora, la biologia riproduttiva della specie, se esaminata, prende in considerazione il fattore di accrescimento?
Quali fattori esterni e in che misura incidono sul “potenziale biotico riproduttivo” della specie?
Nello specifico, si sa in modo reale lo sviluppo numerico della popolazione, la distribuzione delle età e le fluttuazioni intrinseche’?
Sebbene il fine dichiarato dell’Ente sia ottenere una eradicazione totale dell’ibrido di cinghiale, in precedenza si è provveduto a compiere un monitoraggio e incrociare i risultati con le varianti ecologiche su citate?
Si parla comunque di un ente Nazionale, all’interno del quale dovrebbero lavorare dei professionisti in materia…
Se cosi non fosse, si parla molto più semplicemente di caccia venatoria!
L.G.






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