PREDE DELLE VOCI PIU’ SUADENTI.
Se vogliamo uscirne vivi, dobbiamo tornare a imparare quello che i nostri padri e i nostri nonni sapevano sin dal primo giorno di vita: per ottenere dei risultati servono fatica e impegno.
di Salvatore Faggiani –
Durante ogni campagna elettorale si assiste alla fiera dei sorrisi, delle gentilezze, delle promesse, degli impegni e dei proclami. E’ quello che stiamo assistendo in questo periodo nella nostra Isola. Personaggi che fino a ieri ti snobbavano, non ti salutavano e se incrociavano il tuo sguardo cercavano di evitarti o facevano finta di non conoscerti. E poi, all’improvviso, esisti, sei importante, sei presente nei loro pensieri, nella loro cordialità e nella loro gentilezza. Ti avvicinano, ti salutano, ti chiedono come stai o come va, ti sorridono, ti parlano, si mostrano interessati alla tua persona, ai tuoi problemi, ti adulano ed escono allo scoperto: “sai mi presento alle prossime elezioni comunali e mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero perché tu sei importante. Mi raccomando conto su di te”. E giù promesse. Cos’è una promessa? Sono parole, sorrisi e rassicurazioni, belle speranze e illusioni. Una promessa politica è un impegno scritto sulla sabbia, qualcosa la cui realizzazione non è mai dimostrabile, di essa si può dire tutto e il contrario di tutto. Mentre tra due persone mantenere una promessa è una questione di onore e lealtà, in politica non è così, non può essere così, laddove onore e lealtà sono virtù piazzate molto più in basso nella classifica dei valori. Oltre ai sorrisi e alle promesse ci sono anche le inaugurazioni e a La Maddalena dopo quella di Cala Gavetta ci attende quella di Piazza XXIII Febbraio. Chi ci ha amministrato per dieci anni ha affinato sempre di più questo comportamento, quindi sta a noi imparare a tapparci le orecchie davanti alle promesse e ad ascoltare piuttosto proposte concrete per la nostra comunità. Dobbiamo essere noi a imparare che la campagna elettorale sia fatta da idee piuttosto che da fumo. Perché chi ci governa deve cercare di risolvere i problemi e se non è possibile deve limitarli o ridurli; deve cercare di migliorare le cose e se la situazione non lo permette, deve limitare quanto più possibile il peggioramento. In questi dieci anni abbiamo assistito solo ad un costante e pericoloso degrado e oggi tutto ciò è visibile, purtroppo, ad occhio nudo! Sta a noi dire basta alle promesse, ai sorrisi, alle gentilezze e ai saluti! Sta a noi cambiare il volto dell’attuale politica locale. A maggio saremo chiamati a fare una scelta: possiamo optare per le promesse più suadenti e continuare a vivere di illusioni, oppure rinunciare a esprimerci e lasciare l’onere agli altri, ovvero votare per chi sembra più disposto a impegnarsi, che propone idee concrete e realistiche e che chiede a noi stessi impegno per realizzarle. Sta a ciascuno scegliere la strada che ritiene migliore.
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