Caro Antonello,
quando ho appreso la notizia del probabile, anzi ormai quasi certo, trasferimento della camera iperbarica del Paolo Merlo “presso il PO di Olbia” ho pensato: “O Sagheddu possiede doti divinatorie e nella scrivania dove raccoglie i pezzi per confezionare Liberissimo ha sistemato una sfera di cristallo. Oppure la situazione era talmente evidente che qualsiasi persona di buon si sarebbe trovata costretta a giungere alle conclusioni a cui è giunto lui”.
Stanno smembrando il nostro ospedale. Pezzo dopo pezzo. Reparto dopo reparto. Ma qualcuno ci aveva creduto quando ci rassicuravano sul fatto che, essendo La Maddalena una “piccola isola”, le sue strutture sanitarie non sarebbero state toccate?
Adesso dichiariamo guerra, ci prepariamo alla mobilitazione generale. Abbiamo ritrovato l’unità, il comune sentire di isolani. Il 12 novembre scenderemo in piazza per opporci a questo accanimento. Servirà se saremo tanti come non mai.
Noi protestiamo, gridiamo. Arriva l’assessore regionale di turno dall’eloquio persuasivo, che ci fa stare buoni, contandoci, con le belle parole, le panzane più grossolane. Questa volta non sarà così. Vedremo chi avrà coraggio di chiederci il voto alle prossime elezioni.
La delibera 1064 della Giunta Regionale del 28 ottobre scorso parla chiaro: la camera iperbarica “attualmente installata presso La Maddaelena presso PO Paolo Merlo” partirà per Olbia, con una dote a favore dei cugini terranovesi di 250.000 euro. Lo dobbiamo impedire.
P.S. Ad Ales, in provincia di Oristano, vi è presidio ospedaliero che non sarà depotenziato.
In quel comune abitano meno di duemila persone, e non si trova in un’isola.
A La Maddalena, che, invece, un’isola lo è, ci vivono dodicimila persone (oltre 30.000 in estate).
Dove stanno i figli legittimi e dove i figliastri, cara Regione?
Noi, intanto, protestiamo…







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