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Galleria Dal Consiglio Regionale della Sardegna

PF ZANCHETTACOMUNICATO STAMPA

On. Pierfranco Zanchetta

La legge di riforma degli enti locali presenta molte criticità e buchi neri che dovranno essere colmati. C’è ancora molto lavoro da fare per garantire tutti i territori della Sardegna su un livello di pari dignità. In particolar modo la Gallura e la Città di Olbia (unica realtà in crescita della Sardegna), meritano una considerazione più alta di quanto la nuova legge le conferisca. La battaglia condotta assieme a Giuseppe Meloni all’interno della maggioranza, per fare riconoscere al territorio e alla Città di Olbia un ruolo più consono all’effettiva valenza strategica e socioeconomica, prosegue con intensa determinazione. “La legge non ci soddisfa, ma è un punto di partenza. La Riforma è perfettibile e devono essere compiuti quei passaggi di responsabilità di governo, che possano ridare equilibrio e riconoscimento alle realtà territoriali oggi penalizzate”. È chiaro che per la Gallura sarebbe stato meglio mantenere la Provincia anziché avventurarsi in un nuovo modello di architettura degli enti locali: l’aver buttato via l’acqua sporca con il bambino, come è stato con la cancellazione delle Province, ha generato il caos, dal quale però bisogna uscire con senso di responsabilità e un profilo alto, che impegnano la Regione e, soprattutto, i Comuni, ad un compito difficile, ma di grande sfida.
È sull’ambito territoriale strategico che si gioca ora la partita per la Gallura. È in questo nuovo assetto del territorio che si misura la nostra capacità e dimensione organizzativa, con il ruolo guida delle Città di Olbia e il contributo fondamentale delle altre città e paesi, che compongono il territorio della ex provincia di Olbia-Tempio.
Risorse, infrastrutture, perequazione reale e aspirazioni, non sono scritte nella legge, vanno ottenute con azioni politiche che richiamano la responsabilità della Regione nei confronti della Gallura e sono in capo soprattutto all’Assessorato della Programmazione.

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
QUINDICESIMA LEGISLATURA
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INTERROGAZIONE ZANCHETTA, all’Assessore della Pubblica Istruzione, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di rafforzare le forme di sostegno previste per le emittenti radio televisive locali, tenendo conto del crescente ruolo svolto, nell’informazione regionale, dalle reti radiofoniche e dalle nuove forme di televisione.

Il sottoscritto Consigliere,
PREMESSO CHE:
– la delibera 53/12 dl 3.11.2015 recante “Interventi urgenti a favore delle emittenti televisive locali. Criteri e modalità per l’attribuzione dei contributi. Legge regionale 12 gennaio 2015, n. 3. Approvazione definitiva” rappresenta un elemento qualificante della Giunta regionale per l’affermazione dei valori identitari della nostra regione attraverso le emittenti locali, a cui si riconosce un fondamentale ruolo informativo per la capacità di penetrazione sul vasto pubblico;

– l’iniziativa ha inoltre la funzione di fornire un importante sostegno finanziario alle emittenti televisive locali, a supporto dell’attività svolta nel panorama della comunicazione regionale, garantendo pluralismo e libertà dell’informazione;

CONSIDERATO CHE:
– le emittenti locali, nel garantire pluralità e diversificazione informativa, svolgono anche un ruolo sostitutivo del servizio pubblico, che risulta insufficiente ed inadeguato nei confronti di diverse realtà territoriali della Sardegna, spesso trascurate o ingiustificatamente ignorate, nei notiziari della televisione pubblica regionale;

– le gravissime difficoltà, acuite dalla crisi economica, che continuano ad attanagliare il mondo dell’informazione ed in particolare l’emittenza radiotelevisiva sarda, hanno necessità di trovare più idonee forme di sostegno anche da parte della Regione, al fine di garantire i livelli occupazionali, rappresentati da professionalità di livello che rischiano di andare disperse, come avvenuto anche recentemente con la crisi di emittenti televisive storiche.

EVIDENZIATO CHE:

– il 12° Rapporto Censis-Ucsi sui consumi mediatici nel 2015 ha rilevato che, se la televisione detiene una quota di telespettatori che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione (il 96,7%), continua il progressivo aumento del pubblico delle nuove televisioni: la web tv è arrivata a una utenza del 23,7% (+1,6% rispetto al 2013), la mobile tv all’11,6% (+4,8%), mentre le tv satellitari si attestano a una utenza complessiva del 42,4%;

– anche per la radio si conferma una larghissima diffusione di massa (nel 2015 l’utenza complessiva corrisponde all’83,9% degli italiani), e nel panorama dell’emittenza radiotelevisiva sarda, particolare rilievo merita il ruolo svolto dalle radio locali, che, per la duttilità del mezzo, riescono a coprire buona parte del territorio regionale e soprattutto, rappresentano il media che più rappresenta il territorio di copertura;

RILEVATO CHE:
– nonostante il trend in continua crescita, nessuna forma di sostegno regionale è prevista per le nuove forme di televisione,Web tv, Mobile, Iptv;

– il contributo riservato dalla Regione alle emittenti radiofoniche risulta estremamente ridotto e inadeguato, tanto al ruolo, quanto alla forte presenza e diffusione delle reti locali nella nostra regione, anche ove si consideri che, con riguardo ai contributi statali, la legge 296/2006, riserva il 15 per cento del totale dello stanziamento alle emittenti radiofoniche;
CHIEDE
di interrogare l’Assessore della Pubblica Istruzione per sapere:
– se non ritenga opportuno, anche alla luce della drammatica crisi che investe i mezzi di informazione, incrementare le forme di sostegno destinate alle emittenti televisive e radiofoniche locali, stabilendo criteri e modalità per l’attribuzione dei contributi che tengano nella giusta considerazione le radio e le nuove forme di comunicazione, che rappresentano, sempre più, una realtà importante nel panorama dell’informazione regionale.

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