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Galleria Club Med: per non dimenticare

Servizio di Robin Hood –

Il Club Med, dopo 10 anni di inattività viene dimenticato non solo dalla collettività ma, anche, dalla politica. Dopo la volontà di realizzare un Hotel a cinque stelle e ben quattro rivisitazione di un progetto che prevedeva un investimento di 40 milioni di euro, il club del Tridente, nato a Caprera come Club Magique nel lontano 1953, lascia definitivamente l’isola garibaldina. Durante la sua massima capienza (1.600 ospiti) vi lavoravano anche 200 giovani maddalenini, che, a regime, si stabilizzava in una media di 100-120 unità, nel periodo maggio-ottobre. Durante l’inverno i guardiani e la squadra manutenzioni, per un totale di 20/25 unità, tutti maddalenini guidati da un “Capo Materiale” indicato dalla direzione generale di Parigi, presidiavano l’area della pineta di Cala Garibaldi effettuando tutte le manutenzioni per rendere efficienti tutti i capanni in paglia (Tucul) durante il periodo estivo. A questo tipo di occupazione aggiungiamo: le ditte, locali e non, che fornivano ogni tipo di materiali per le manutenzioni, le dite fornitrici nel periodo estivo. La fornitura della frutta e della verdura veniva effettuata dalle ditte locali che, per ben due volte la settimana approvvigionavano l’economato andando a soddisfare ogni tipo di richiesta. Con la chiusura del villaggio, anche, quelle ditte hanno chiuso la propria attività. Non vanno tralasciate le barche da traffico per il trasporto degli ospiti del villaggio alle isole. Quattro barconi dedicati ad uso esclusivo della direzione del villaggio, 15 marinai e centinai di milioni di vecchie lire per il nolo delle imbarcazioni. Insomma per La Maddalena la chiusura del Clu Med è stata una sconfitta dal punto di vista occupazionale ed economico.

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