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Galleria Cacciatorpediniere Andrea Doria

FOTO uno

“Altius Tendam”
CACCIATORPEDINIERE DI NUOVA GENERAZIONE

L’attuale Cacciatorpediniere Andrea DORIA (D553) appartiene alla classe di Unità Navali denominata Orizzonte, di cui fanno parte l’unità gemella, il Cacciatorpediniere Caio DUILIO (D 554), e due unità della Marina Militare Francese (FORBIN e CHAVALIER PAUL).
Il 19 luglio 2002 ha avuto luogo presso il cantiere di Riva Trigoso (GE) la cerimonia del taglio della prima lamiera.
Il varo tecnico, primo nel mondo effettuato su carrelli per una Nave di queste dimensioni, è avvenuto il 14 ottobre 2005 con una cerimonia svoltasi a Riva Trigoso alla presenza dell’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Sq. Sergio Biraghi. Nave Andrea DORIA è stata quindi trasferita presso lo stabilimento FINCANTIERI del Muggiano in data 11.01.2006 ed è stata consegnata alla Marina Militare il 22.12.2007.
L’Unità è definita “multiruolo” in quanto, il suo armamento, differenziato nei confronti della minaccia aerea, di superficie e subacquea, la rende idonea ad assolvere molti compiti, in particolare la difesa aerea di area, concorrendo così alla protezione di formazioni navali e di convogli; in aggiunta, essa potrà attuare il contrasto delle unità subacquee e di superficie e concorrere ad operazioni anfibie e di controllo del traffico mercantile.

CARATTERISTICHE GENERALI
Cantiere di costruzione: Fincantieri Riva Trigoso
Varata il: 14/10/2005
Consegnata il: 22/12/2007
Dislocamento: 7.100 t.
Lunghezza: 152.87 m
Larghezza: 20.3 m
Immersione: 7.9 m
Propulsione: CODOG su due eliche a passo variabile che utilizza due motori diesel SEMT-PIELSTICK 12PA6, due turbine a gas AVIO-GE LM-2500 Plus ed un’elica di manovra prodiera
Potenza: 48.620 kw (66.120 hp)
Velocità: 29 kts
Autonomia: 7000 NM (a 18 kts)

Una delle caratteristiche di rilievo, conforme alle tendenze di tutte le moderne unità, è la cura posta nel rendere la nave quanto più “invisibile” ai radar (bassa segnatura radar) dando allo scafo ed alle sovrastrutture le forme consigliate dalla tecnologia “stealth”. Particolare cura è stata posta anche nella massimizzazione della tenuta al mare, condizione considerata essenziale per garantire il massimo grado di operatività e di comfort anche in condizioni difficili di tempo e di mare.
Oltre alla segnatura radar sono state ridotte sia la segnatura acustica, operando una appropriata scelta di macchinari e controllando fin dalla fase di progetto l’intensità del rumore irradiato, che quella nel campo termico dell’infrarosso (IR) con l’abbassamento della temperatura agli scarichi dell’apparato motore.
Un altro campo al quale è stata riservata particolare cura è quello della sicurezza.
I macchinari sono protetti contro urti e vibrazioni mediante un adeguato dimensionamento delle strutture di sostegno e l’impiego di supporti elastici e di antivibranti; i locali operativi, all’interno delle sovrastrutture, sono protetti da un’intercapedine di protezione balistica; la difesa NBC è assicurata da una circolazione di aria filtrata in caso di attraversamento di nube radioattiva, mentre la difesa passiva è assicurata da sistemi antincendio di varia natura (nebulizzazione ad acqua di mare, nebulizzazione ad acqua borata, schiuma, CO2, polvere).
L’Unità è suddivisa in due zone principali (Vulnerability Zone), separate da una intercapedine situata a centro nave, ognuna di queste è suddivisa in due zone di sicurezza (Fire Fighting Zone) FFZ.

APPARATO DI PROPULSIONE

L’apparato di propulsione è del tipo CODOG (Combined Diesel Or Gas), la potenza sviluppata da due turbine a gas, AVIO-GE LM 2500 Plus da 20,5 MW ciascuna, e da due motori diesel di propulsione, SEMT PIELSTICK 12 PA6 V 280 STC SH 1050 giri/min da 4,32 MW ciascuno, è distribuita da due riduttori tipo “locked train” di progettazione DCN su due linee d’assi con eliche a pale orientabili. L’energia elettrica è distribuita tramite due centrali elettriche separate alimentate da quattro Diesel Generatori da 1,6 MW ISOTTA FRASCHINI VL1716T2ME.
La piattaforma è completamente gestita da un impianto di automazione integrato (Platform Management System PMS della ditta DCN) che permette la condotta dell’apparato motore (MCAS), himpianto elettrico (EPCAMS) e ausiliari (ASCS) e del servizio di sicurezza (DSAC) con possibilità di condotta dalla Plancia, dalla SCC/COP e da due postazioni situate nelle vulnerability zone.
La velocità massima con propulsione a turbina a gas è di 29 nodi, quella in propulsione diesel è di 18 nodi.

SISTEMA DI COMBATTIMENTO
Il principale sistema d’arma imbarcato è il sistema missilistico antiaereo PAAMS (Principal Anti Air Missile System) composto da un lanciatore verticale Sylver (VLS – Vertical Launching System) che può ospitare fino a 48 missili tipo Aster 15 e 30 (6 celle da 8 missili ognuna, con possibilità di futura installazione di lanciatori per 16 missili addizionali), da un radar multi-funzionale EMPAR (European Multifunctional Phased Array Radar) che permette, la scoperta, il tracciamento e l’ingaggio dei bersagli aerei e da un radar di scoperta aerea a lunga portata (200 miglia) LRR (Long Range Radar) .
Per assicurare capacità autonome di Comando e Controllo (C4I) l’unità è dotata di:
• un sistema di comando e controllo (CMS – Combat Management System);
• un sistema integrato di comunicazioni interne ed esterne (FICS – Fully Integrated Communication System);
• un sistema di guerra elettronica (EWS – Electronic Warfare System), comprendente anche due lanciatori per chaff (SCLAR-H).

Per assicurare l’autodifesa, la difesa di punto nonché la difesa nei riguardi di una minaccia terroristica sono previsti:
• nr. 3 impianti OTOBREDA Super-Rapido da 76/62;
• nr. 2 mitragliere OERLIKON-OTO KBA da 25 mm;
• un sistema di scoperta IR (IRAS – InfraRed Alerting System) SAGEM VAMPIR MB;
• due sistemi di puntamento multisensore (radar ed elettro-ottico) MSTIS (MultiSensor Target Indication System) NA 25X.

La sicurezza della navigazione è garantita da un sistema di navigazione integrato, da un sistema meteo-oceanografico, che consente di avere una previsione meteo sempre aggiornata, da due radar di navigazione ed un radar per appontaggio elicotteri.
Per la lotta sotto la superficie l’Unità è dotata di un sonar a media frequenza THOMSON MARCONI UMS 4110 CL, di un sistema lanciasiluri per siluri MU-90 (due tubi singoli) e di un sistema antisiluro SLAT (Sistème de Lutte Anti Torpille). L’Unità è dotata di hangar e ponte di volo a standards NATO atto ad accogliere elicotteri del tipo EH 101ed NH 90.
CENNI STORICI
Nave Andrea Doria è la quarta Unità della Marina Militare Italiana a portare questo nome.
La prima fu la Corazzata (1885-1911).
Quindi la Nave da Battaglia, varata nel 1913 e trasformata nel 1937.
Successivamente l’Incrociatore Lanciamissili varato nel 1963 ed andato in disarmo nel 1992, dopo aver navigato ben 577.000 miglia.

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