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Galleria Spiagge pulite: INIZIATA LA PULIZIA DELLE SPIAGGE MA RESTA ANCORA INSOLUTO IL PROBLEMA DELLA POSIDONIA MORTA!

ALGHE 12 MAGGIO 2017La ditta incaricata dal Comune sta procedendo con risultati lusinghieri alla pulizia delle spiagge dai rifiuti restituiti dal mare e soprattutto da quelli prodotti e abbandonati dall’atteggiamento incivile delle persone.

di Salvatore Faggiani

Basta fare un giro per le spiagge dell’Isola madre e di Caprera per rendersi conto dell’ottimo lavoro della ditta incaricata dal Comune per la pulizia delle spiagge. Infatti si sta procedendo alla raccolta delle grosse quantità di rifiuti che si sono riversate sulle spiagge a seguito delle forti mareggiate, evento consueto in ogni mare. Cassette di plastica, pneumatici, cime, reti semisommerse, gavitelli, segnalamenti e materiali di vario genere, bottiglie di plastica si arenano sulla spiaggia. Il mare, dunque, restituisce con rabbia ciò che noi vomitiamo, con scarso senso dell’educazione e del civismo, nelle sue acque. Ancora più notevole è la raccolta dei rifiuti abbandonati nelle spiagge e nella limitrofa macchia mediterranea, sempre a causa dell’assoluta mancanza di educazione e civismo di alcuni individui. Ma resta insoluto, almeno fino ad oggi, il problema della rimozione dell’enorme quantità di posidonia estirpata dalle mareggiate e spinta a riva. Fenomeno naturale, che rientra nel ciclo di vita e morte di questa pianta marina (la posidonia non è un’alga), ma non confacente all’uso balneare ordinario dei litorali. Siamo ormai prossimi alla nuova stagione turistica che coincide con il periodo estivo e a La Maddalena si ripresenta in maniera ciclica quell’elenco di problemi che affliggono la nostra Isola e diventano evidenti quando ci si ritrova nell’imminenza di accogliere chi verrà a visitare e a soggiornare nel nostro territorio e la posidonia spiaggiata, più croce che delizia anche per noi indigeni, nonostante le innumerevoli possibilità che offre questa pianta acquatica ritenuta, a torto, un’alga ed un rifiuto marino. E’ innegabile la versatilità e l’utilità di questa pianta marina che continua anche quando viene spiaggiata dal mare e si forma la cosiddetta banquette che crea una barriera che attenua l’impatto delle onde e previene l’erosione delle spiagge, oltre a definire un nuovo ecosistema. Detto questo con un minimo di progettazione e programmazione si può risolvere il problema che affligge le nostre spiagge provvedendo alla rimozione della posidonia spiaggiata proprio in questo periodo perché si manterrebbe il beneficio di cui sopra nonché il rispetto delle normative europee e nazionali. E’ chiaro che la suddetta rimozione deve essere eseguita tramite una gestione integrata capace di coniugare le esigenze balneari e di tutela ambientale con il recupero dei residui di posidonia per il loro successivo riutilizzo. La posidonia, infatti, avendo ottime proprietà di isolamento termico, essendo ignifuga, resistente alla muffa, atossica e riciclabile, può essere utilizzata come isolante termico in edilizia, per l’imballaggio, per l’imbottitura di materassi, per la fabbricazione di tessuti e come ammendante in agricoltura. Quindi con una efficace progettazione possiamo avere le nostre spiagge pulite e soprattutto, se non vogliamo perseverare nei nostri errori da provinciali, dobbiamo iniziare a considerare la posidonia non come scarto ingombrante e trattarlo da tale, ma come un piccolo petrolio a nostra disposizione, una delle tante ricchezze che detiene La Maddalena ma che vengono dimenticate o bistrattate per una certa chiusura mentale ed una colpevole disattenzione.

Caro Salvatore, a proposito della Posidonia vorrei precisare che il 7 Aprile si è svolta in Comune una riunione tra tutti gli enti preposti, da allora non si hanno più notizie in merito e la stagione è iniziata da un pezzo, critiche comprese. Io sono dell’avviso di riconsegnare alcune bandiere blu visto che sono state ottenute grazie ai servizi offerti dagli imprenditori locali nonostante divieti e sanzioni.

Antonello SaghedduRIFIUTI ARIFIUTI FRIFIUTI H

© RIPRODUZIONE RISERVATA - foto di Antonello Sagheddu

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