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Galleria Riproponiamo il problema dell’isola di Caprera.

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Il problema della sicurezza a Caprera lo conoscono un po’ tutti, dal Ministro al consigliere comunale, passando dall’Ente Parco, ma a turno fanno il classico scaricabarile, come per anni hanno fatto con l’Ospedale Paolo Merlo. L’importanza dell’isola di Caprera non si discute, ne sono testimoni le migliaia di persone che ogni anno arrivano per visitare i due musei e le bellezze naturali che vi sono. In molti però non sanno che la sicurezza va a farsi fottere. Infatti, nelle giornate di vento viene bloccato l’accesso dopo un certo numero di auto. Bisogna anche evidenziare che dalle colonnine antincendio non esce una goccia d’acqua e un po’ tutti fanno orecchie da mercante. Ricordiamo che a novembre abbiamo posto un quesito a qualcuno della Regione, tramite un amico, e la risposta non si è fatta attendere: ‘Nessuno ha mai presentato un progetto’. Siamo più che convinti che non ci vuole uno scienziato per progettare di allargare le strade in curva (come quella che porta a Punta Rossa, visto che ci sembra di avere notato un cedimento della sede stradale dalla parte del mare vedi foto allegata), rendere praticabile la strada che da Arbuticci scende a Cala Garibaldi-Ex Club Med e allargare i ‘parcheggi’ esistenti. Anche la strada senza uscita che porta al Compendio Garibaldino è pericolosissima in caso di incendio. Anche in questo caso un piccolo collegamento con la strada che porta a Cala Garibaldi non guasterebbe. Invece? Registriamo continue passerelle (da parte di tutti), ma nessun fatto concreto che porti alla risoluzione del problema (Ministero, Regione, Comune e Parco). Noi non capiamo nulla.
Alla prossimastrada per punta rossa

© RIPRODUZIONE RISERVATA - foto di Antonello Sagheddu

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