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Galleria Parco Nazionale: una gestione commissariale perfetta.

ente parcoDi Salvatore Abate
Se, in un ente pubblico, un amministratore plenipotenziario, a un certo momento si, sostituisce a un consiglio direttivo, deputato ad assumere democraticamente le proprie decisioni, due sono, a nostro parere, le ragioni dell’avvicendamento. L’una in alternativa all’altra, o entrambe.
La prima : l’ente non è più considerato dallo Stato come necessario. E allora l’uomo solo al comando assume le sembianze opache del becchino, o del curatore fallimentare, che dir si voglia.
La seconda: il consiglio di amministrazione non è più capace di decidere adottando quel sistema che da bambini definivano “la maggioranza vince”, cioè il sistema democratico.
Nel caso specifico del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, ci è parso che la nomina del comandante Leonardo Deri a commissario straordinario, da parte del Ministro dell’ambiente, abbia sotteso entrambe le ragioni. Non che l’ente in questione rischiasse la chiusura. Per carità! Però, le invalse dinamiche interne e la non sempre piacevole immagine proiettata all’esterno, soprattutto negli ultimi anni, hanno portato a invocarne la soppressione. L’arcipelago meritava la tutela ambientale stabilità per legge. Ma, era palese l’inutilità di un organismo che la maggioranza dei cittadini considerava una sorta di corpo estraneo. Per parlare della gestione, poi, questa era ricordata più per la litigiosità dei membri del consiglio direttivo che per altri nobili motivi. Diciamo che si era arrivati a una sorta di punto di non ritorno. Il Ministro si era visto costretto a commissariare il Parco.
La gestione commissariale, quasi sempre, è ritenuta una parentesi negativa, un onta da cancellare al più presto.
Garantisce l’ordinaria amministrazione, ma le scelte politiche, quelle da assumere facendo battere il cuore, e che influiscono sul futuro della comunità e del territorio, sono scaricate ai futuri amministratori di appartenenza politica e di provenienza diversa.
Paradossalmente, a La Maddalena, Leonardo Deri, supportato in maniera decisa ed efficace dal direttore operativo Yuri Donno, ha agito come se il parco è il territorio fossero “cosa sua “. Bando ai banali fraintendimenti! Nel senso che, nelle sue decisioni , non ha mai mirato a ricercare un difficile equilibrio tra le esigenze di tutti quelli che hanno provato a tirarlo per la giacca, politici o uomini di potere paesano. Invece, egli ha gettato davvero il cuore, e le competenze, oltre l’ostacolo.
I risultati sono visibili, papabili.
Un ringraziamento a Leonardo Deri e all’amico Yuri è doveroso, da parte di ogni maddalenino. Non è piaggeria. Loro conoscono i motivi.
I nomi dei componenti il nuovo consiglio direttivo sono di eccellenza. A partire da quelli del presidente Fabrizio Fonnesu.
Tutto dovranno fornire dimostrazione delle loro capacità gestionali, oltreché di stendere un velo spesso sui pessimi esempi recepiti dall’esterno nelle condotte di alcuni dei loro predecessori.
Ne va della sopravvivenza dello stesso parco. Se malauguratamente si dovesse tornare a” su connottu “,sarebbe la fine.
Il Parco, al contrario, è uno strumento indispensabile per il recupero delle posizioni perdute dalla nostra città e dal nostro territorio in questi ultimi anni.
Deri e Donno hanno gettato, delle solide basi a tempo di record. Fonnesu, Comiti Ronchi, Esposito e tutti gli altri dovranno proseguire. Governo gialloverde permettendo!

© RIPRODUZIONE RISERVATA - foto di Antonello Sagheddu

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