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PAOLO MERLO: A LA MADDALENA NON CI UCCIDE IL CORONAVIRUS MA I KILLERS DELLE ISTITUZIONI!

Politici camuffati da killers fanno a gara per farci sentire sempre più dei “MORTI VIVENTI”. I maddalenini trattati come carne da macello siano essi bambini, donne o uomini! di Salvatore Faggiani La Maddalena sta diventando l’esempio vivente dell’incapacità, dell’avidità e della disumanità di politicanti inestinguibili, che in pochi anni hanno distrutto un ospedale che fino a 15 anni fa era il fiore all’occhiello non solo della comunità maddalenina ma di tutta la Gallura. Un fiore all’occhiello voluto e creato dall’amore e dalla capacità politica dei vecchi politici locali quasi tutti ormai abitanti dell’ultima dimora. Il segnale della distruzione del nostro nosocomio è iniziato quando circa 15 anni fa è stato chiuso il reparto di chirurgia che è il reparto vitale e più importante di un ospedale, dando vita in seguito a tutte le nefandezze delle istituzioni (in minuscolo di proposito). Nefandezze che non si sono fermate neanche nel periodo del coronavirus, con la complicità dei mass media che si sono ben guardati di far presente la grave situazione sanitaria in cui versava e versa tuttora la nostra Isola. Trattati come cittadini di serie Z che non hanno il sacrosanto diritto alla salute come sancisce l’articolo 32 della Costituzione, ma quello di morire come accaduto al bimbo a cui non è stato permesso nemmeno il primo vagito alla vita e messo in pericolo quella della sua mamma o come quello di una donna di 60 anni morta in attesa che l’elicottero proveniente da Alghero la potesse soccorrere! La cittadinanza maddalenina ha avuto la fortuna sino ad oggi di non subire vittime a causa del covid, perché altrimenti la nostra comunità sarebbe stata falcidiata grazie al disumano, perfido e silenzioso atteggiamento delle istituzioni che imperterrite continuano a discriminarci in barba al nostro sacrosanto diritto alla salute. Anzi con un accanimento che rasenta un’assurda malvagità, hanno trasformato il “Pronto Soccorso” in un “Pronto Intervento” (niente codice rosso e giallo) riducendo in modo esponenziale la possibilità di un intervento efficiente per salvare la vita umana e mortificando in modo vergognoso la professionalità e la capacità dei medici e degli infermieri del Paolo Merlo. Il 2 giugno la cittadinanza maddalenina non ha festeggiato la Festa della Repubblica, ma con una piazza Umberto I gremita di gente (più di 1000 persone), rispettosa della distanza sociale e indossando le mascherine e non certo copiando la “movida milanese”, ha voluto esternare il proprio disappunto, la propria delusione e la propria rabbia nei confronti delle istituzioni discriminanti e indifferenti al suo diritto alla salute, con un’iniziativa comune (“flash mobs”) di tre minuti. La Maddalena non esiste solo nel periodo delle elezioni o nel periodo estivo quando offre le sue bellezze naturali, la sua generosa e cordiale ospitalità e la sua cultura. La Maddalena è viva tutti i giorni anche se la si vuole isolare sempre di più e soprattutto ha lo stesso diritto alla salute di tutto il resto dell’Italia e, se non si vuole porre fine a questa arrogante e disumana discriminazione, continuerà a far valere il proprio diritto con manifestazioni civili ma più eclatanti!

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