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Galleria L’isola che vorrei.

arcipelago colorato 3(Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale)

Di Alberto Tinteri
Oggi è 1 giugno 2017 e l’Isola che vorrei ancora non è. Quell’Isola che tutti aspettiamo di rivedere ormai da tanti anni e che invece è praticamente scomparsa nel nulla, sostituita da quella, (truffaldina), politica di tante promesse e di tante critiche verso tutti ma che non vuole decollare perché ormai invasa dai soliti cantastorie di turno.
Rossi o Neri?…
Non fa più differenza: Solo cantastorie che approfittano della buona fede delle gente comune!
L’Isola che vorrei non è quella dalle complicate e/o sofisticate conversioni epocali o case del popolo a 5 piani, ma quella della semplicità e della lealtà.
Per dieci anni, dopo l’abbandono degli Americani e della Marina Italiana, non abbiamo fatto altro che sparare a zero contro la gloriosa amministrazione del Soviet Supremo, ma oggi, francamente, possiamo dire che qualcosa è cambiato?… Peggio!
Ai tempi del Grande Commendator Deligia, che tutti criticavano perché invaso dai bigotti democristiani al governo della Città, oltre a farsi i fatti loro – come in tutti i contesti Italiani dell’epoca, si preoccupavano però anche – e soprattutto – degli altri e, fondamentalmente, quando, per esempio, li fermavi in mezzo alla strada per segnalarli qualche anomalia, non ti facevano piangere con risposte sgarbate, come invece qualche volta accade in questi tempi più moderni. Erano più presenti, erano educati, erano più attenti… anche se bigotti.
In questi tempi, invece, non si può più parlare di nulla, non si può più chiedere nulla… perchè nel NULLA siamo purtroppo sprofondati: Il Club Med cancellato, l’Arsenale cancellato, Punta Rossa cancellata, Caprera cancellata, la Marina cancellata, l’Ospedale è in mano a non si sa chi, le strade sono bucate, l’illuminazione è bucata… la sporcizia più totale è in ogni luogo, ma, attenzione, soprattutto per colpa di noi cittadini maleducati.
Non si fa altro che sproloquiare in ogni luogo: mì a quisto, mì a quiddu, quidda se la fa con tizio, quiddu e masciu o femmina, jè sogu onesto… etc, etc. Poi, con il solito fare da bacia-mattoni, alla prima occasione buona ci prostituiamo con il solito sorriso Durbans e con baci e abbracci con il primo che se la canta per strada e si siede nei piani alti…
Che dire… forse ci vorrebbe un Commissario che governi quest’Isola per almeno 10 anni, cancellando tutti questi falsi cantastorie che se la cantano e se la ballano liberamente a loro piacimento?
Avanti così gente… ma: Isola che vorrei… dove sei?
Pace & Bene

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