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Galleria L’ISOLA CHE NON C’E’!

FAGGIANI OKLa Maddalena dimenticata dai politici
Eppure è lì, a portata di mano, basta prendere la strada giusta per arrivarci. I nostri politici, regionali e nazionali, la conoscono e la prendono solo quando fa comodo a loro!

di Salvatore Faggiani

«…seconda stella a destra questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino…». Quanto sembrava facile nel 2001 per i moltissimi giovani, presenti nella spiaggia di Monti d’Arena, trovare «l’Isola che non c’è»! Bastava una canzone, bastava un cantautore e la fantasia volava verso un mondo perfetto che comprendesse anche La Maddalena, «senza ladri e gendarmi né soldati né armi», più appropriato «senza politici ladri e corrotti né speculatori disonesti»! Poi gli anni passano e quei giovani sono diventati «saggi e maturi» e si sono resi conto, come d’altronde anche noi più anziani, che «non può esistere nella realtà». Ma è difficile rinunciare ai propri sogni, soprattutto se hai creduto e credi ancora di poterli realizzare e così alla soglia del mezzo secolo e della terza età ti ritrovi ancora a lottare per cercare di cambiare il mondo e nella fattispecie a lottare contro questi nostri politici per far capire loro che «l’Isola che non c’è» ESISTE! Il problema però è che nel frattempo questi signori hanno cambiato quelli della tua generazione e quelli della mezza età. Così oggi hai a che fare con i tuoi coetanei e quei giovani del 2001 che hanno smesso di sognare, che sono cambiati e ai quali «la ragione ha un po’ preso la mano», tanto da convincersi che «non può esistere l’Isola che non c’è»! Eppure è lì, a portata di mano, basta solo prendere la strada giusta per arrivarci. Ma qual è la strada giusta? Come si realizza un sogno? Come raggiungere l’Isola che non c’è? Questo è il «busillis», come direbbe qualcuno! Questo è il nodo spinoso della questione, si può cambiare lo status di La Maddalena di «Isola che non c’è» o meglio ancora di «Isola dimenticata»? E se sì, come si fa? La questione ovviamente è di natura politico-sociale. Qualcuno pensa che per cambiare l’attuale status isolano, frase con la quale si vuole intendere migliorare le condizioni di vita ovvero ripristinare quelle che ci hanno tolto, sia sufficiente informare l’opinione pubblica in merito alle nefandezze perpetrate da chi ha il potere, altri invece pensano che basti proporre a chi governa soluzioni più eque e altri ancora pensano che si debba ricorrere ad atti più estremisti come manifestare il proprio dissenso, gridare slogan o scioperare. In parte abbiamo provato a tutte queste soluzioni ma non è servito. I politici regionali, mentre quelli nazionali hanno scelto di fare i Ponzio Pilato, hanno continuato a toglierci tutto a cominciare dall’ospedale negandoci il diritto costituzionale alla salute, tanto da costringere chi ha bisogno di esami medici ad effettuarli ad Olbia, Sassari o Nuoro, perché eseguirli a La Maddalena vuol dire aspettare lunghissimi mesi di attesa con le inevitabili conseguenze di aggravare ancor di più le già precarie condizioni di salute, oltre a creare un evidente e grave problema economico! Purtroppo questi nostri politici hanno abbandonato e dimenticato la nostra Isola e continuano a beffeggiarci e spernacchiarci spudoratamente senza vergogna! E così ci ritroviamo ancora una volta a chiederci se l’Isola che non c’è esiste veramente oppure è solo una favola, solo fantasia. Ma i sogni sono radicati in noi e, fantasia o non fantasia, ci proviamo lo stesso. Il punto però è che dobbiamo trovare la strada e che dobbiamo convincere tutti gli indigeni che questa strada esiste e va nella direzione giusta. Una volta che l’abbiamo trovata, però, esiste un solo modo per convincere tutti a percorrerla: dobbiamo iniziare a camminare! Per uscire da questo stato di abbandono e dimenticanza in cui ci ha messo questa classe politica, dobbiamo travolgerli politicamente col voto quando li incontreremo nel nostro cammino! Viva La Maddalena, viva l’Isola che non c’è ma che ESISTE!

© RIPRODUZIONE RISERVATA - foto di Antonello Sagheddu

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