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IL CONSIGLIERE BITTU: “L’AMMINISTRAZIONE MONTELLA HA PERSO IL TRENO FACENDO SCADERE LA PROPOSTA DEL PUC ADOTTATA DALLA GIUNTA COMITI”.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Cominciamo col dire che se qualcuno ha cambiato idea sui beni ex demaniali ora in mano alla Regione quello è proprio il Sindaco. Infatti il suo gruppo, nel giugno 2014, chiedeva testualmente “che la adozione di strumenti urbanistici che prevedano lo sfruttamento di tali strutture sia condizionata alla previa acquisizione delle stesse strutture, con le forme più opportune, al patrimonio comunale, in modo tale che si possa attentamente disciplinare ogni possibile ricaduta”. Almeno su questo, cioè sul fatto che i beni del patrimonio regionale sono comunque un’occasione di sviluppo per La Maddalena anche se non diventano proprietà del Comune, si può dire che Montella e i suoi abbiano cambiato idea! Certo, ci sono voluti cinque lunghi anni. Adesso il Sindaco deve capire, sperando che non gli occorrano altri cinque anni, quale potere ha in mano il Comune di La Maddalena per decidere il futuro di beni come Punta Rossa, e renderli fruibili al pubblico e redditizi in modo sostenibile. Lo strumento nella mani del Comune sono le NORME, da mettere in campo con gli strumenti di pianificazione urbanistica, in questo caso l’adeguamento del PUC al PPR. Ad oggi il nostro strumento urbanistico in vigore è il vecchio PUC del 2004, di fatto bloccato dal PPR del 2005. Adeguare il PUC significa poter decidere il destino di siti come Punta Rossa. Nel gennaio 2015 questo percorso di adeguamento era praticamente concluso e completato, con la delibera di adozione della giunta Comiti fatta purtroppo scadere dalla Giunta Montella nel gennaio 2018. Tre anni persi inutilmente. Quel PUC classificava i beni come Punta Rossa come G1/P. Questo avrebbe permesso di adottare piccole varianti al Piano Urbanistico e decidere di volta in volta cosa fare dei beni come Punta Rossa, l’Ex Arsenale ecc. Quindi si trattava di uno strumento adottato dalla giunta Comiti a beneficio dei futuri amministratori, Montella in primis. E non era uno strumento da poco. Infatti l’adozione di varianti urbanistiche specifiche non è più consentita dalla legge, a meno che non si adegui l’intero strumento urbanistico. Questo significa che senza PUC, La Maddalena non avrebbe potuto decidere il destino dei beni militari dismessi. E la Giunta Montella questo treno lo ha perso facendo scadere la proposta di PUC adottata nel 2015 dalla Giunta Comiti. Ma non è l’unico treno perso da questa Amministrazione. Infatti la delibera regionale n° 45/17 del 2016, fortemente voluta dal Presidente Pigliaru, ( e dal consigliere Zanchetta) ha previsto delle eccezioni per le aree e i beni presenti a La Maddalena “di rilevante interesse regionale” tra cui Punta Rossa, Faravelli, Ex Arsenale, Ex Ospedale Militare, Ex Club Med ecc. Una Giunta un po’ più dinamica e coraggiosa della nostra, avrebbe colto la palla al balzo e avrebbe provato a disegnare, per tutti questi siti, un futuro adeguato alle aspettative di sviluppo di questa comunità. Dal 2016 a oggi però sono passati tre anni, un tempo sufficiente a definire, attraverso le norme, come utilizzare questi siti. Un tempo che il Comune ha deciso di far passare senza decidere nulla. Così, proprio qualche giorno fa, la Regione, con la delibera n. 45/21 del 14 novembre 2019 ha deciso di mandare comunque a bando il sito di Punta Rossa senza che nessuno sappia quale tipo di destinazione gli verrà assegnata Se il Comune si fosse mosso, la delibera con cui la regione ha deciso di avviare il bando per dare Punta Rossa in concessione a privati, ne avrebbe tenuto conto. Purtroppo però il Comune non ha fatto nulla di utile in questo senso, e nella delibera regionale, l’Amministrazione non viene nemmeno citata. Questo significa che non sarà più il Comune a stabilire che tipo di futuro dare a Punta Rossa, ma dovrà pensarci il privato che si aggiudicherà la gara . Mauro Bittu Gruppo consiliare “ La Maddalena prima di tutto” http://massimilianoguccini.blogspot.com/2014/09/urbanistica-come-la-pensiamo.html

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